polipi_nasaliLa poliposi nasale è un’affezione che si associa frequentemente alla rinosinusite cronica. L’incidenza della poliposi nasale varia tra lo 0,2-1% della popolazione. I polipi nasali sono neoformazioni peduncolate, traslucide, caratterizzate da edema, ridotta vascolarizzazione, ridotto numero di ghiandole e terminazioni nervose con proliferazione degli elementi epiteliali e stromali e ispessimento della membrana basale. A tutt’oggi la patogenesi della poliposi nasale non è ancora pienamente conosciuta. L’infiammazione cronica sembra avere un ruolo determinante attraverso la liberazione di mediatori chimici, come l’interleuchina-3, 4 e 5, il fattore stimolante le colonie di granulociti e macrofagi (GM-CSF), l’interferone (IFN), che regolano la risposta infiammatoria e che portano alla formazione dei polipi. Inoltre una predisposizione genetica è suggerita dal riscontro frequente di familiarità e, in alcuni casi, dall’associazione con malattie genetiche (per es. la fibrosi cistica).

Altri Autori interpretano l’iperreattività eosinofila come reazione alla presenza di tossine batteriche e non alle ife micotiche. La colonizzazione da parte di stafilococchi produttori di enterotossina, capace di agire da superantigene e causa della formazione policlonale di IgE, è stata descritta come il fattore determinante la poliposi nasale eosinofila.

La sintomatologia è aspecifica: caratterizzata da ostruzione respiratoria nasale, cefalea e algia facciale, rinorrea e rinosinusite ricorrenti. L’endoscopia nasale consente la diagnosi ed è utile nel follow-up del paziente dopo terapia medica e chirurgica. La classificazione clinica della poliposi più diffusa è stata introdotta da Stammberger nel 1997 e suddivide i polipi in cinque gruppi in base alle caratteristiche cliniche, istologiche e alla diversa risposta alle terapie:

  • il gruppo I comprende il polipo antrocoanale che origina nel seno mascellare, talora con una componente cistica, fuoriesce dall’ostio accessorio del seno mascellare, vegeta nella fossa nasale e può infine raggiungere la coana e impegnare il rinofaringe. Questo polipo è solitamente monolaterale e viene identificato per lo più in età pediatrica;
  • il gruppo II comprende grandi polipi isolati che originano dalle aree di contatto dell’etmoide anteriore o dal recesso sfeno-etmoidale (meato superiore-supremo o seno sfenoidale) e giungono fino al pavimento nasale e fino alla coana;
  • il gruppo III è composto da pazienti con poliposi associata a rinosinusite cronica non dominata dalla presenza degli eosinofili. La poliposi è solitamente bilaterale e spesso è presente una sovrainfezione batterica;
  • il gruppo IV comprende pazienti con poliposi associata a rinosinusite cronica con marcata eosinofilia.
  • il gruppo V comprende le poliposi associate a malattie sistemiche (fibrosi cistica, discinesia ciliare primaria).
Terapie
Il trattamento della poliposi prevede l’associazione di terapia medica e chirurgica. La terapia medica steroidea (topica e/o sistemica) e la chirurgia endoscopica endonasale rappresentano lo schema terapeutico di scelta. Le due metodiche hanno un’azione sinergica e vengono ripetute nel tempo per garantire un controllo della sintomatologia. La poliposi, infatti, ha un’elevata tendenza alla recidiva che dipende dal tipo di polipo.
Le forme dei gruppi I e II presentano una bassa percentuale di recidive dopo trattamento chirurgico. L’efficacia della chirurgia è condizionata dall’effettiva asportazione del peduncolo del polipo. Le forme dei gruppi III, IV e V presentano percentuali di recidive superiori. Il paziente deve essere informato dell’alta possibilità di recidiva della malattia e i trattamenti effettuati dovranno presentare scarsi effetti collaterali ed essere facilmente ripetibili.
La chirurgia rimuove le neoformazioni polipoidi, amplia gli osti naturali maggiori, crea ampie comunicazioni tra le fosse nasali e i seni paranasali in modo da favorire l’efficacia del trattamento steroideo topico e la ripetizione dell’asportazione delle masse polipoidi in anestesia locale. Vengono utilizzati aspiratori motorizzati (microdebrider) in grado di aspirare e sezionare le neoformazioni polipoidi e rispettare la mucosa sana circostante.
Il loro impiego può essere fatto per interventi sia in anestesia generale sia in anestesia locale. In particolare i pazienti appartenenti al gruppo IV devono essere informati sulla natura immunologica della loro malattia e sulla conseguente necessità di utilizzare farmaci che inibiscano l’iperreattività eosinofila, come gli antileucotrieni e gli steroidi.