Molte forme di rinite vengono trattate solitamente con corticosteroidi, ma il Prof. Matteo Gelardi, Otorinolaringoiatra del Policlinico Universitario di Bari e Presidente dell’Accademia Italiana di Rinologia, spiega che le nebulizzazioni di acido ialuronico rappresentano un supporto fondamentale.


La patologia rinologica è molto frequente e siamo abituati a distinguerle in forme allergiche e non allergiche, dove quelle non allergiche passano spesso inosservate, soprattutto dal punto di vista della diagnosi. Oggi le diagnostiche citologiche – si chiama citologia nasale – ci permettono di dare un nome a queste forme. Queste riniti vengono solitamente trattate con terapia corticosteroidea che si dimostra estremamente efficace: per fortuna abbiamo i corticosteroidi topici, la cui azione è quella di inibire il passaggio di alcune cellule che sono responsabili della sintomatologia.
Da circa 3-4 anni, al di là del trattamento corticosteroideo, oggi anche antistaminico topico, ci è venuto incontro l’acido ialuronico.
Acido ialuronico che per la verità è arrivato a noi più tardi rispetto ad altre specialità: i primi ad utilizzarlo sono stati i chirurghi plastici, poi gli ortopedici. Oggi anche noi otorinolaringoiatri e noi pediatri e anche gli allergologi, iniziano ad usare questa molecola che è una molecola naturale in quanto è presente nel nostro corpo.
I nostri studi ma anche tanti altri studi hanno dimostrato come il ruolo dell’acido ialuronico sia fondamentale nel ripristino dell’integrità della barriera della mucosa nasale. Barriera che rappresenta il primo sistema di difesa. Quando viene a mancare la barriera, gli irritant receptor trigeminali che sono al di sotto della mucosa nasale si mettono in allarme e fanno scattare la sintomatologia, che è l’espressione della malattia, quali starnuti, rinorrea, ostruzione nasale.
E’ molto importante il ruolo che questa molecola ha verso queste patologie. Un ruolo non solo nei confronti degli adulti ma anche dell’età pediatrica.
Quindi corticosteroidei topici d’accordo, antistaminici associati d’accordo, però bisogna trovare uno spazio per la riepitelizzazione della mucosa.