L’otite media acuta (OMA) è una patologia molto comune che ha rilevanti ricadute in termini medici, sociali ed economici.
E’ la patologia di più frequente riscontro in età pediatrica: oltre l’80% dei bambini al di sotto dei 3 anni di vita presenta almeno un episodio di OMA e in circa un terzo dei soggetti si evidenzia una significativa ricorrenza degli episodi. L’incidenza è massima nel secondo semestre di vita, e successivamente decresce fino a raggiungere valori simili all’adulto intorno al 5°-6° anno di vita.
In Europa l’incidenza di OMA in ambito ambulatoriale è pari a 268 episodi per 1000 persone/anno. Al di là dei rari casi che evolvono negativamente perché complicati dall’insorgenza di patologie gravi come la mastoidite, la meningite o l’ascesso cerebrale, l’Otite Media Acuta comporta sempre un rilevante impegno assistenziale perché determina quasi costantemente la richiesta di almeno una visita medica e, in una percentuale elevatissima, la prescrizione di antibiotici ed antipiretici, con tutte le problematiche conseguenti all’uso di questi farmaci, incluso un possibile aumento della resistenza antibiotica.
Inoltre ha pesanti ricadute sulla famiglia, sia per il coinvolgimento emotivo che deriva dall’obbligo di dover assistere un bambino molto sofferente, sia per la non infrequente necessità di uno dei genitori di assentarsi dal lavoro per seguire direttamente a domicilio il bambino malato. Infine anche nei casi più semplici, l’OMA ha rilevanti costi economici che ne fanno, vista la sua elevatissima frequenza, una delle malattie pediatriche che maggiormente incidono sulla spesa sanitaria.

Epidemiologia dell’Otite Media Acuta

I dati italiani relativi all’epidemiologia dell’OMA stimano un incidenza di OMA nei bambini fino a 5 anni pari a 30.000 casi/100.000 assimilabili a oltre un milione di casi di OMA ogni anno.
Inoltre l’OMA determina nel nostro Paese un numero rilevante di ricoveri: nel 2005 i ricoveri per OMA sono stati 9536 per un costo totale di oltre 10 milioni di Euro.
Se si considera che l’Otite Media Acuta è favorita da una larga serie di fattori, che segue solitamente una infezione delle vie aeree superiori, ne consegue che i tentativi di prevenzione della malattia devono principalmente basarsi sulla riduzione del peso dei fattori di rischio, dell’incidenza delle infezioni respiratorie e della colonizzazione batterica delle vie aeree superiori.

Struttura dell’orecchio

L’orecchio medio è una cavità compresa tra le tre ossa che formano l’osso temporale, tra il condotto uditivo esterno e l’orecchio interno. Questa cavità, detta cassa del timpano, contiene tre piccoli ossicini disposti regolarmente in modo da formare la catena degli ossicini dell’udito.
La cassa del timpano comunica con la faringe attraverso la tromba di Eustachio. La mucosa faringea (mucosa timpanica) continua lungo questo canale fino alla cassa timpanica tappezzando tutte le pareti. La cassa del timpano, nella parte posteriore, comunica con un sistema di cavità ossee dette cavità mastoidee.
Quindi, l’orecchio medio è costituito da:
  • Cassa del timpano;
  • Catena degli ossicini (martello, incudine, staffa);
  • Mucosa timpanica;
  • Vasi e nervi della cassa del timpano;
  • Cavità mastoidee;
  • Tuba uditiva.

Eziologia

L’Otite media colpisce soprattutto i bambini ed è la forma più grave di otite poiché causata da batteri o virus. Il motivo per cui sono i più piccoli ad ammalarsi più frequentemente di otite è fisiologico: la tromba di Eustachio, il condotto che collega l’orecchio medio alla faringe, è più corto nei bambini e, di conseguenza, batteri e virus si annidano più facilmente.
Insieme all’otite media si presenta anche un’infezione delle vie aree superiori: tutto ciò comporta non solo dolore e temporanea riduzione dell’udito, ma anche secrezione di pus che, se non curata, può portare al perforamento del timpano.
Inoltre l’otite media porta con sé anche febbre, tosse e rinite. I principali patogeni correlati alla patologia sono da identificare negli Streptococcus pneumonie, Haemophilus influentiae e nella Moraxella catarrhalis tutti e tre normali colonizzatori del nasofaringe.

Terapia dell’Otite Media Acuta

Il trattamento antibiotico dell’OMA è considerato l’approccio terapeutico di prima scelta in età pediatrica e l’OMA ha rappresentato una delle cause più frequenti di terapia antibiotica, al punto che ad essa sono state attribuite circa il 25% di tutte le prescrizioni antibiotiche orali.
A ciò va aggiunto l’utilizzo di un antinfiammatorio per lenire il dolore Paracetamolo 50 mg pro Kg prima dei 6 anni, dopo questa età anche FANS. Tuttavia gli effetti collaterali dovuti all’azione antibiotica sono notevoli, dopo un periodo di 3-7 giorni dall’inizio del trattamento, possono essere presenti difatti vomito, diarrea o rash cutaneo e l’utilizzo di analgesici non è sempre raccomandato. In associazione alla terapia antibiotica oltre all’utilizzo di analgesici sulla sintomatologia vi è la possibilità di utilizzare antistaminici o cortisonici ma con benefici minimi.
Tra le terapie va anche citato il lavaggio nasale che non è attualmente supportato da evidenzie scientifiche. Si può quindi affermare che terapie alternative o associabili nei pazienti con Otite Media Acuta sono praticamente inesistenti.