Primavera, pollini e starnuti: si sa che la stagione della fioritura è un periodo difficile per chi soffre di rinite allergica. Il meccanismo che scatena l’allergia è basato su un’alterazione nella risposta del sistema immunitario a stimoli provenienti da alcune sostanze riconosciute dall’organismo come incompatibili, in questo caso i pollini di alcune piante.

L’effetto è una produzione anomala di istamina, che funziona da mediatore dell’infiammazione, provocando sintomi tipici quali congestione nasale, rinorrea, prurito, lacrimazione e, nei casi più gravi, asma e difficoltà respiratorie.

Come spiega il Dott. Romano Catello, allergologo, i sintomi si scatenano anche perché l’infiammazione allergica della mucosa nasale provoca un danno delle cellule epiteliali, con maggiore produzione di muco e riduzione dell’attività vibratile delle cellule ciliate, che normalmente aiutano a rimuovere gli allergeni. Ed è proprio sulla facilitazione di questo meccanismo, chiamato “clearance mucociliare”, che va focalizzato un trattamento di supporto alla gestione e alla prevenzione dei sintomi, in particolare con le nebulizzazioni nasali di acido ialuronico 9mg ad alto peso molecolare. Questa terapia è utile per mantenere la funzionalità delle mucose, infatti l’acido ialuronico svolge un’azione lubrificante che favorisce la rimozione degli allergeni, ma è anche dimostrata la sua capacità di riattivazione delle ciglia vibratili e di fluidificazione del muco entro cui restano intrappolate le particelle allergeniche.

Il ruolo degli alimenti

Cosa c’entrano i cibi con la sensibilità ai pollini e la rinite allergica? È qui che entrano in gioco le cosiddette reazioni crociate, ovvero la combinazione di due allergie causate dall’affinità strutturale tra allergeni diversi: il fenomeno si manifesta in particolare con i pollini e le proteine di alcuni vegetali che si somigliano dal punto di vista molecolare.

Molti soggetti che soffrono di rinite allergica a causa dei pollini, sono perciò spesso sensibilizzati anche verso frutta o verdura di specie geneticamente simili alle piante responsabili dell’allergia “primaria”, con sintomi quali prurito e gonfiore a bocca, lingua e gola, o anche irritazioni cutanee e disturbi gastrointestinali.

Le percentuali sono rilevanti: circa il 50% delle persone con rinite allergica soffre anche di altre forme di allergia, soprattutto ad alcuni cibi, e viceversa, nel 70% dei casi, chi soffre di un’allergia alimentare ha sviluppato anche altre allergie, compreso il “raffreddore da fieno”.

Vediamo alcuni dei casi più noti di “incroci pericolosi” che i soggetti allergici farebbero meglio a evitare, almeno nel periodo pollinico.
  • Kiwi, albicoccca, pesca, melone, pomodoro e mandorle, possono causare reazioni crociate nei soggetti allergici a polline di graminacee.
  • Mela, pera, carota, sedano, pomodoro e noci vanno evitati da chi soffre di allergia alle betullacee.  
  • Ambrosia e composite determinano a volte cross-reattività con banana, melone, sedano, prezzemolo, carota e finocchio.  
  • Anche i soggetti allergici agli acari della polvere devono fare attenzione a quello che mangiano: spesso infatti si verificano reazioni crociate con i crostacei.
  • Un’avvertenza più generale riguarda latte e latticini: durante il periodo allergico meglio evitarli, in quanto sono ricchi di istamina e potenzialmente possono aggravare la reazione.
Ultimo aggiornamento 22/04/2016