Il “Remodelling” post chirurgico
La mucosa nasale costituisce un importante regolatore dell’aria che respiriamo, controllandone la temperatura, l’umidità e filtrando l’eventuale presenza di agenti esterni nocivi.
Questa fondamentale funzione è il risultato di complesse interazioni tra il rivestimento epiteliale e i componenti della sotto-mucosa. In pratica, le cellule dell’epitelio rilasciano una miscela tensioattiva che si stratifica con i componenti del muco, andando a formare un film protettivo, in grado di passare dallo stato di gel a quello di soluzione per opera del battito di particolari cellule ciliate. Questa modifica gel-soluzione crea un flusso, chiamato clearance mucociliare, che in soli 10 minuti è in grado di eliminare le particelle inalate spostandole dal naso verso l’orofaringe.
L’acido ialuronico è il componente principale (circa 80%) della pellicola protettiva che ricopre le vie aeree superiori; viene prodotto naturalmente dall’organismo e insieme ad altri componenti, come ad esempio il condroitin solfato, va a stratificarsi sulle cellule epiteliali della mucosa, costituendo reti di rivestimento tridimensionali nelle quali si ancorano le molecole di muco, svolgendo la loro funzione senza essere rimosse dal meccanismo di clearance mucociliare.
In presenza di stimoli irritanti di varia natura (rinopatie, interventi chirurgici, ecc.), questa rete tende a gonfiarsi per l’aumento dei fluidi intracellulari, pregiudicando il corretto funzionamento dell’intero processo, e si rende perciò necessario ricostruirla per riportarla a una corretta funzionalità. Ciò avviene attraverso un percorso di rimodellamento della mucosa stessa, il cosiddetto “remodelling”, nel quale l’acido ialuronico riveste un ruolo fondamentale. Nello specifico questa sostanza, prodotta da ghiandole dello strato sotto-mucosale, è in grado di amplificare la clearance mucociliare, ma anche di assimilarsi alla matrice extracellulare e svolgere un’importante attività anti-edemica.
Terapie
Tra le varie situazioni in cui la mucosa necessita di ritrovare rapidamente la sua piena efficienza, una delle più rilevanti è costituita dal periodo post-operatorio, immediatamente successivo agli interventi di chirurgia endoscopica al naso (ipertrofia dei turbinati, poliposi nasali, ecc.).
La chirurgia endoscopica sinusale rappresenta senz’altro il trattamento “standard” per molte patologie e, grazie anche ai progressi della tecnologia, è ormai da considerare un’operazione mini-invasiva, in quanto utilizza le narici come via di accesso e quindi non determina cicatrici esterne. Trattandosi pur sempre di un intervento chirurgico, un lieve danno alla mucosa è però inevitabile, così prima si riesce a ricostruirla ripristinandone la funzionalità, prima il paziente ritroverà il benessere di una corretta respirazione.
In questi casi è ormai dimostrato che la somministrazione locale di nebulizzazioni di acido ialuronico ad alto peso molecolare (0,3%) è in grado di accelerare il processo di “remodelling”, ovvero di abbreviare i tempi di guarigione della mucosa e ridurre lo stato infiammatorio.
L’acido ialuronico può essere impiegato con successo anche per un periodo più lungo rispetto all’immediato post-operatorio, così da agevolare il completo rimodellamento della mucosa nasale. Si può cominciare con il trattamento il giorno immediatamente successivo all’intervento e proseguire per i tre mesi successivi con una nebulizzazione al mattino e una alla sera, in cicli di 15 giorni.
Il ruolo dell’acido ialuronico nel processo di “remodelling” è fondamentale dal punto di vista della riepitelizzazione della mucosa, che viene facilitata da un’azione di stimolo della crescita di nuovi vasi sanguigni che portano nutrimento alle cellule.
Per quanto riguarda più specificamente la modalità di somministrazione dell’acido ialuronico in questo genere di trattamenti, viene utilizzato un particolare device – la doccetta nasale – di impiego semplice e rapido, in grado di nebulizzare la soluzione in particelle molto più grandi rispetto al classico aerosol, e che perciò non arrivano fino ai polmoni ma si fermano a livello della mucosa nasale, esercitando localmente tutta la loro efficacia.