Le infezioni delle prime vie respiratorie sono molto frequenti; questo è intuitivo, perché sono l’apertura attraverso cui entra l’aria con tutto quello che contiene. Non soltanto azoto, ossigeno e anidride carbonica: tutto quello che c’è nell’aria entra nelle alte vie respiratorie, quindi fondamentalmente nel naso. Chiaro che nonostante l’organismo abbia dei meccanismi di difesa, cioè la clearance mucociliare che è una corrente simile alle onde del mare che cerca di espellere le sostanze che non dovrebbero entrare, ma anche il tessuto linfatico come quello delle adenoidi, delle tonsille, della tonsilla linguale (un anello messo a sentinella) ciononostante capita frequentemente di ammalarsi di un’infezione delle prime vie respiratorie. In realtà è stimato che circa una volta all’anno tutti gli italiani soffrano mediamente di un episodio, e nei bambini la frequenza è più elevata. Il 40% di tutte le prescrizioni dei medici sono per infezioni delle vie respiratorie, e in inverno si arriva all’80%, quindi è la malattia più comune in assoluto. Quando ci sono fattori favorenti l’infezione: sistemici come la caduta delle difese immunitarie, oppure anatomici come la deviazione del setto o i polipi, oppure lo sbalzo termico che sottopone l’organismo a una situazione di defaillance, i germi – batteri o virus – vincono contro gli anticorpi e si sviluppa l’infezione.