Vi siete mai chiesti quante ore di sonno avete perso durante gli anni di matrimonio o convivenza per colpa del vostro partner che russa? La risposta è circa due anni per un matrimonio medio (inglese). Due ore di sonno perse ogni notte, secondo una ricerca pubblicata qualche anno fa sul Daily Mail. Sempre secondo il quotidiano inglese su mille persone intervistate – partner di “russatori” – otto su dieci hanno dichiarato che questo problema ha influenzato la loro relazione e la vita sessuale, senza dimenticare l’effetto negativo del sonno perso sul rendimento a lavoro. Allora che fare?
Se russate la prima cosa da fare è evitare alcolici, sigarette, pasti troppo pesanti, sonniferi o tisane rilassanti la sera prima di andare a dormire. Controllare il vostro peso ed evitare la posizione supina quando dormite. Il russare è infatti causato da un rilassamento del palato molle che collassando ostruisce il passaggio dell’aria e vibra durante l’inspirazione emettendo il caratteristico rumore. O da un’ostruzione delle vie di accesso dell’aria – narici e canale orofaringeo – che dovendo passare per un canale più stretto accelera e produce rumore. Quando dormiamo a pancia in su i muscoli della gola e la lingua collassano maggiormente e il passaggio dell’aria è impedito. Idem per alcol, cene pesanti o sostanze che possono favorire il rilassamento dei muscoli, mentre quando si è in sovrappeso parte del grasso si deposita anche intorno alla gola, riducendo la spazio per il passaggio dell’aria.
Un’altra causa può essere il naso ostruito: setto nasale deviato, allergie, raffreddori o un ingrossamento delle mucose possono ostruire parzialmente o del tutto le narici e la respirazione nasale favorendo il russamento. L’aria è costretta a passare attraverso la bocca facendo collassare e vibrare il palato molle anche in assenza di riduzione del diametro. In questo caso potrebbe essere utile l’uso dei cerotti nasali o altri dispositivi in grado di dilatare le narici meccanicamente e favorire la respirazione nasale. Se il problema sono allergie o raffreddori invece, occorre liberare il naso prima di andare a dormire con vapori caldi, lavaggi nasali o spray appositi.
In genere per chi russa è consigliato anche l’uso di due cuscini, in modo da tenere la testa più sollevata e e bere molto per mantenere il palato molle meno “appiccicoso”. In casi più gravi il problema potrebbe essere causato da polipi nasali, adenoidi o tossile ingrossate, per cui non esistono metodi fai-da-te.
Russano soprattutto gli uomini dopo i 40 anni – ne soffrono il 60% degli uomini nel mondo tra i 40 e 60 anni – ma anche le donne, soprattutto dopo la menopausa. In Italia sono circa 11 milioni le persone che di notte devono combattere con questo difetto e circa tre milioni soffrono di apnee notturne. In questo caso le prime vie aeree sono ostruite al punto che l’aria non passa e il soggetto tende a svegliarsi per respirare. La conseguenza è che si dorme male e a lungo andare le apnee notturne possono causare problemi di salute. Se si verificano dalle 5 alle 10 apnee a notte non c’è da allarmarsi, se più frequenti  invece è opportuno fare un controllo. Il rischio è di andare incontro a ipertensione, ictus e infarto e altre patologie cardiache, polmonari e neurologiche come riportato dall’Istituto Italiano di Roncologia (Iir). Sempre presso l’Iir è possibile seguire un percorso diagnostico per individuare la causa della roncopatia (dal greco rònchos = rumore di chi russa e pàtheia = soffrire, malattia) e un programma terapeutico personale per smettere di russare se il difetto causasse troppi problemi. «Tra le tecniche più recenti – spiega Claudio Vicini, direttore del reparto di Otorinolaringoiatria dell’ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì, a il Venerdì – ce n’è una che trasmette le radiofrequenze con piccoli aghi per tonificare i tessuti e renderli meno molli». O in alternativa, se non volete arrivare a tanto, potreste iniziare a usare il didgeridoo: secondo una ricerca del 2006 pubblicata sul Bmj suonare questo strumento a fiato australiano migliora il tono dei muscoli e riduce la roncopatia.
Se invece non russate ma condividete la stanza o il letto con un russatore, prima di trasferivi in salotto o nella stanza degli ospiti, potreste provare alcune semplici soluzioni. La prima è quella di girare il partner sul fianco, e attaccare delle palline da tennis o ping pong sul dorso del suo pigiama (si può anche cucire un’apposita tasca dove inserire le palline) o posizionare dei cuscini in mezzo al letto in modo da impedire, in entrambi i casi, il ritorno alla posizione supina. Potreste usare tappi per le orecchie per attutire il rumore o gli auricolari per ascoltare musica: se non siete abituati ad addormentarvi in questo modo ci sono applicazioni per smartphone che riproducono suoni naturali per favorire il sonno. Ma ci sono anche app per monitorare il sonno e mostrare al vostro partner che russa nel caso negasse.

Linkiesta.it, 24 Agosto 2013