Basta mettere i piedi giù dal letto e cominciano gli starnuti. A raffica.
Così, con un odore particolare, il cloro della piscina, con l’umidità o altro. Sembra raffreddore o rinite allergica ma il problema persiste al di là del clima o della stagione del polline. È una particolare rinite: Naresma, (Rinite Non Allergica Eosinofilo-Mastocitaria).
Si curano i sintomi ma non si guarisce. A identificarla sono stati dei ricercatori italiani coordinati da Matteo Gelardi, responsabile Rinologia, Clinica Otorino, Università di Bari, pubblicata su International Journal of Immunopathology and Pharmacology.
Il naso diventa iperattivo, “ribelle” perché ospita al suo interno cellule (eosinofili e mastocellule) del sangue ma che non dovrebbero trovarsi nella mucosa nasale. «Creano piccole lesioni della mucosa che diventa ipersensibile e sollecita i recettori nervosi responsabili poi dei vari sintomi. Un po’ di ostruzione nasale, meno prurito rispetto a quella allergica, tanti starnuti.
A volte c’è rinorrea (il naso che cola) ma ogni paziente ha una sua sintomatologia. In genere c’è una sorta di ereditarietà tanto che, secondo i nostri studi, la poliposi, l’asma, appartengono a queste forme cellulari e non alla rinite allergica», spiega Gelardi, autore anche del primo “Atlante di Citologia nasale”, l’unico documento al mondo (tradotto in varie lingue, per citologi, anatomopatologi, allergologi, pediatri, otorini) su tutte le malattie nasali e la loro citologia.
Per la diagnosi basta un prelievo indolore di mucosa nasale che accerta al microscopio la presenza delle cellule estranee. «Serve a non spendere ingenti somme in inutili vaccini e a non demoralizzarsi quando il problema ricomincia se si sospende il trattamento dopo un paio di mesi. Serve soprattutto a spiegare al paziente che questo tipo di rinite è cronica, evolutiva, può andare verso l’asma, la poliposi e la terapia va seguita per sempre – precisa Gelardi – Alla lunga lo stesso paziente impara a regolarsi a seconda di dove porterà il suo naso. Se va in piscina, per esempio, userà uno “stringinaso” per evitare il contatto tra il cloro e la mucosa nasale ma non smetterà né di andare in piscina né il trattamento topico».
Questa rinite “vasomotoria cellulare” colpisce a tutte le età (circa il 6% della popolazione), prevede controlli periodici e terapie mediche personalizzate («corticosteroidi con bassa biodisponibilità come spray nasali e antistaminici, per migliorare le condizioni di vita, arrestare il percorso della malattia »), se non diagnosticata e trattata può complicarsi in asma e/o poliposi nasale. L’8 novembre ci sarà la prima giornata nazionale, “Il mio naso… ribelle” per la diagnosi delle riniti vasomotorie con test gratis di citologia nasale presso il centro più vicino.

La Repubblica, 06 Novembre 2012