Uno sbalzo inatteso di temperatura, una sudata e un “colpo di freddo”, una stanza con l’aria troppo secca o anche soltanto un periodo di stress: basta poco e la gola si infiamma, si avverte dolore e bruciore, si fa fatica a deglutire, compare la tosse e a volte la febbre.

In poche parole ci è venuto il mal di gola, o faringite, se si vuole chiamarla in modo più scientificamente appropriato: una diffusissima patologia tipica dei mesi invernali e primaverili, causata prevalentemente da un’infezione virale che colpisce la mucosa della parte posteriore della gola, determinandone l’infiammazione.

Ma da cosa è provocato più precisamente il mal di gola? Quali sono i suoi sintomi? E i rimedi più efficaci? In questo “vademecum” per punti abbiamo riunito le cose che tutti dovrebbero sapere riguardo al problema, per non farsi trovare impreparati al prossimo colpo di tosse.

1. Gli antibiotici non servono

Nella maggior parte dei casi la faringite è provocata da un’infezione virale, e si sa che contro i virus gli antibiotici sono inefficaci. Un uso inappropriato di questi farmaci è anzi una minaccia per la salute pubblica, come evidenziato dall’Oms, in quanto aprirebbe la strada a nuove generazioni di batteri multiresistenti, molto più difficili da combattere.

Il mal di gola normalmente passa da solo, ma per alleviare i sintomi si possono impiegare, oltre ai più comuni farmaci antiinfiammatori, nuove soluzioni messe a punto dalla scienza farmacologica (vedi punto successivo), efficaci e sicure anche sul fronte della prevenzione, soprattutto di eventuali cronicizzazioni.

2. Largo alle terapie innovative

Il rischio delle resistenze batteriche rende, secondo gli esperti, sempre più necessario adottare, soprattutto per la terapia e la prevenzione delle infezioni alle alte vie respiratorie, presidi terapeutici efficaci ma alternativi agli antibiotici.

Il più interessante tra questi è oggi l’acido ialuronico 9 mg ad alto peso molecolare, sotto forma di nebulizzazioni nasali somministrabili tramite un innovativo device spray. L’acido ialuronico ha infatti spiccate proprietà idratanti e lubrificanti che sono di giovamento alle mucose nasali e riducono il fastidio dei sintomi della laringite, ma soprattutto ostacolano l’adesione dei batteri, evitando che una forma acuta possa diventare cronica.

3. Faringite acuta o cronica?

Le forme ricorrenti o croniche della laringite sono spesso dovute alla mancata guarigione di infezioni acute, e alla eventuale sovrainfezione batterica, causata dal propagarsi del processo infiammatorio (es. dalle vicine cavità nasali) e dal fenomeno dell’adesività batterica citato al punto precedente.

I sintomi più comuni con cui esordisce la malattia acuta sono quelli classici del mal di gola: arrossamento, bruciore, dolore a deglutire, male alle orecchie, ecc.  Le forme croniche, invece, all’inizio possono non dare sintomi, ma poi portano fastidi analoghi a quelli delle faringiti acute, spesso associati a febbre e tosse.

4. Il freddo non c’entra

Malattia tipica dei mesi invernali, la faringite – nonostante i luoghi comuni – non è direttamente causata dal freddo, quanto piuttosto da un abbassamento delle difese immunitarie, tipico dei cambi di stagione o dei repentini mutamenti climatici.

Tra gli altri fattori scatenanti vanno ricordati l’esposizione a sostanze irritanti, il fumo, la permanenza in ambienti con aria troppo secca o viziata, eventuali patologie respiratorie concomitanti, come la sinusite.

5. Se la colpa è dello stomaco

Una causa “atipica” dell’insorgere della faringite è rappresentata dalla malattia da reflusso gastroesofageo: questa patologia provoca la risalita dallo stomaco dei succhi gastrici, che con la loro acidità danneggiano a lungo andare le mucose di esofago, faringe e laringe, causandone l’infiammazione e quindi portando il paziente a soffrire spesso di mal di gola.

6. Quando andare dal medico

Quando il mal di gola non tende a migliorare dopo qualche giorno e compaiono contestualmente altri sintomi, quali tonsille o linfonodi ingrossati, tosse, catarro o febbre, è necessario rivolgersi a un medico per una diagnosi. Molto probabilmente in questo caso lo Specialista prescriverà il tampone faringeo, un esame diagnostico per individuare la tipologia di germi responsabili dell’infezione, e agire di conseguenza. Come detto, se questo esame diagnostico rivela che l’origine della faringite è virale e non batterica, non bisogna in alcun caso assumere antibiotici.

7. I rimedi “di sempre”

Il trattamento per la faringite è dunque quasi sempre “sintomatico”, e anche i rimedi “tradizionali” possono senz’altro giovare e dare sollievo ai sintomi:
  • assumere molti liquidi
  • evitare ambienti fumosi ed eccessivamente riscaldati
  • riposare in una stanza ben umidificata
  • effettuare inalazioni o aerosol decongestionanti
  • fare gargarismi con acqua tiepida e bicarbonato
  • impiegare miele e limone per le loro proprietà calmanti e lenitive.

8. Le prescrizioni: qualche numero

Nonostante i rischi associati a un impiego non corretto degli antibiotici, in Italia il consumo di questi farmaci risulta ancora in aumento, con una diffusione generale tra le più elevate in Europa. E il maggior numero di prescrizioni riguarda proprio le infezioni delle vie respiratorie, con il 40% del totale. Il dato più preoccupante riguarda però l’uso – o meglio l’abuso – che normalmente ne facciamo: risulta infatti che quasi nel 50% dei casi la somministrazione per laringiti, faringiti, tracheiti ecc. sia del tutto inappropriata.
Fonte: Rapporto Osmed 2014
Ultimo aggiornamento 12/02/2016