Nasochiuso.com incontra la Dott.ssa Antonella Maselli per capire meglio la tecnologia Suresmile® e le applicazioni in campo respiratorio. La Dott.ssa Antonella Maselli, Ortodonzista, è la prima ad averla introdotta in Italia nel 2013. Nata negli USA è una tecnologia diagnostica che si basa su simulazioni digitali 3D del distretto cranio-facciale.

Di cosa si tratta esattamente?

Di base Suresmile® è un software che consente una visione 3D dell’intero distretto cranio-facciale, rappresentando perciò uno strumento diagnostico straordinario. E’ un nuovo approccio terapeutico nella cura del paziente, l’innovazione consiste in una terapia “patient centred” nella quale vengono previsti ed eliminati tutti gli eventuali errori presenti normalmente nella pratica clinica.

In quali ambiti può essere utilizzato?

Lo Suresmile® nasce per gli ortodontisti, per la programmazione e la customizzazione degli apparecchi ortodontici. Tuttavia, vista l’alta qualità degli elementi diagnostici può essere utilizzato nel campo della chirurgia maxillo-facciale e dell’otorinolaringoiatria.

patologia_ATM1Come puoi aiutare il software nello specifico?

Il software è in grado infatti di evidenziare eventuali disturbi respiratori valutando ad esempio restringimenti o anomalie dei seni paranasali.
Al di là della diagnosi primaria, questo software permette una perfetta simulazione del trattamento ortodontico comprendente la parte articolare. Più precisamente, si possono spostare virtualmente i denti con le radici, valutando nello stesso tempo le variazioni di posizione dell’articolazione temporo-mandibolare.

La cosa straordinaria è che può simulare anche un intervento chirurgico con il relativo spostamento delle parti ossee, la riduzione della mandibola o l’avanzamento del mascellare, e osservare come si riposiziona l’articolazione.
patologia_ATM2Come funziona questa tecnologia?

Si esegue uno scatto di 14/20 secondi con una macchina chiamata Icat, e/o una scansione intraorale con uno scanner apposito. I dati vengono poi inviati via cloud a un laboratorio USA dove vengono inseriti nel software. Già il giorno successivo si possono poi visualizzare, sempre via cloud, le immagini 3D del paziente.
Sulla base delle informazioni ottenute, il passo successivo è la realizzazione robotizzata dell’apparecchio, che risulta così perfettamente “customizzato”.
Riguardo ai tempi, si stima che con questa tecnologia i trattamenti risultino del 40% più brevi rispetto all’ortodonzia tradizionale.

Ultimo aggiornamento 09/10/2015