Scoperto nei Paesi Bassi un nuovo tipo di virus del raffreddore, battezzato HCoVNL63.
Secondo uno studio pubblicato su ‘Nature Medicine’, il germe appartiene alla stessa famiglia dei virus della Sars (coronavirus), ma sembra molto meno pericoloso. E’ piuttosto diffuso nella popolazione e colpisce come gli altri virus influenzali durante i mesi invernali.
Ricercatori dell’università di Amsterdam spiegano che l’identificazione dell’ HCoVNL63 porta a quattro il numero dei coronavirus conosciuti. Infatti, i primi due sono stati isolati negli anni ’60 e il terzo, quello della Sars, nel 2003.
Il virus HCoVNL63 e’ stato inizialmente isolato in un neonato di sette mesi affetto da bronchiolite e congiuntivite. I ricercatori hanno quindi deciso di analizzare i liquidi presenti nelle vie respiratorie (naso, bocca, gola e faringe) di tutti i pazienti visitati o ricoverati per malattie respiratorie all’ospedale Slotervaart di Amsterdam tra il dicembre del 2002 e l’agosto del 2003.
I risultati hanno indicato che il microrganismo era presente in altri sette pazienti e che quasi tutti si erano ammalati nel mese di gennaio. Successive analisi genetiche hanno indicato che l’HCoV-NL63 non deriva da una mutazione di virus già conosciuti e hanno confermato che si tratta di un nuovo coronavirus umano. Scoperto nei Paesi Bassi un nuovo tipo di virus del raffreddore, battezzato HCoVNL63.
Secondo uno studio pubblicato su ‘Nature Medicine’, il germe appartiene alla stessa famiglia dei virus della Sars (coronavirus), ma sembra molto meno pericoloso. E’ piuttosto diffuso nella popolazione e colpisce come gli altri virus influenzali durante i mesi invernali.
Ricercatori dell’università di Amsterdam spiegano che l’identificazione dell’ HCoVNL63 porta a quattro il numero dei coronavirus conosciuti. Infatti, i primi due sono stati isolati negli anni ’60 e il terzo, quello della Sars, nel 2003.
Il virus HCoVNL63 e’ stato inizialmente isolato in un neonato di sette mesi affetto da bronchiolite e congiuntivite. I ricercatori hanno quindi deciso di analizzare i liquidi presenti nelle vie respiratorie (naso, bocca, gola e faringe) di tutti i pazienti visitati o ricoverati per malattie respiratorie all’ospedale Slotervaart di Amsterdam tra il dicembre del 2002 e l’agosto del 2003.
I risultati hanno indicato che il microrganismo era presente in altri sette pazienti e che quasi tutti si erano ammalati nel mese di gennaio. Successive analisi genetiche hanno indicato che l’HCoV-NL63 non deriva da una mutazione di virus già conosciuti e hanno confermato che si tratta di un nuovo coronavirus umano.

Molecularlab.it, 11 Novembre 2012