Le riniti croniche non allergiche e in particolare la NARESMA, ovvero la rinite non allergica eosinofilo-mastocitaria, sono patologie dai sintomi severi e che portano a un sensibile peggioramento della qualità della vita, rendendo più difficoltose molte attività della sfera lavorativa, relazionale e persino sessuale.
Infatti, come spiega la Dottoressa Stella Daniele*, Psicoterapeuta di Bari , osservando alcuni pazienti nella pratica clinica sono emersi dei risvolti interessanti: oltre a disturbi del sonno e dell’attenzione, sono state evidenziate anche ripercussioni a livello sociale.
La cattiva qualità del riposo notturno, con conseguente mal di testa, stanchezza e irritabilità, durante il giorno portano a una sensazione generalizzata di malessere, che condiziona negativamente le normali attività sociali, lavorative e scolastiche.
La sintomatologia della NARESMA, simile a quella di un forte raffreddore, è costituita da starnuti a raffica, naso ostruito, rinorrea, occhi rossi e bruciori al naso, ed è perciò normale che i pazienti che devono affrontare in via permanente questi disturbi possano vivere una situazione di imbarazzo e tensione sociale che, in soggetti predisposti, è in grado di innescare altri disturbi di carattere psichico, come ansia e depressione. Già in precedenza si era ad esempio osservato che i bambini affetti da  si dimostrano più timidi e ansiosi dei loro coetanei, ma anche i rapporti di coppia possono subire gli effetti di una rinite cronica, ad esempio a causa delle difficoltà di respirazione durante il sonno, con frequenti risvegli che portano all’irritabilità sia del paziente sia del partner.

In questo quadro generale, un aspetto da non sottovalutare è che anche la sfera sessuale può risentirne negativamente.
In alcune situazioni di intimità, i fastidiosi sintomi delle riniti croniche tendono infatti a moltiplicare il senso di disagio dei pazienti. Si può facilmente immaginare l’imbarazzo di un amplesso interrotto da una raffica di starnuti di uno dei partner, oppure disturbato dal continuo gocciolamento del naso.
L’ostruzione nasale viene anche indicata, soprattutto dai più giovani, come elemento in grado di sottrarre “poesia” al rapporto, a causa ad esempio della difficoltà che determina nel sostenere un bacio intenso e prolungato. Più “scientificamente” si può rilevare invece che la riduzione dell’olfatto riduce l’importanza dei ferormoni nell’attivazione del meccanismo del desiderio e dell’attrazione sessuale.
Per le donne si aggiunge inoltre un problema di carattere dermatologico: rinorrea, lacrimazione, irritazioni da strofinamento, ecc. le fanno sentire meno attraenti, complice anche la difficoltà nel truccarsi.
Il peggioramento della qualità della vita dei pazienti che soffrono di NARESMA passa dunque anche attraverso queste “piccole” complicazioni, che possono far sorridere ma che in realtà rivestono un ruolo importante nell’accettazione della patologia.
La Dottoressa Daniele sottolinea che in tutti questi casi l’approccio migliore consiste nel creare un percorso di accompagnamento informativo ed educativo, partendo da che esponga il problema al paziente con chiarezza e semplicità, e gli permetta di acquisire consapevolezza favorendo la compliance terapeutica.
È infatti molto importante, per evitare evoluzioni della malattia (es. poliposi nasali), riuscire sviluppare una corretta educazione al trattamento: un paziente che impara a conoscere e ad accettare il suo problema è anche in grado di gestire al meglio la terapia, giocando d’anticipo sui sintomi e, in definitiva, conservare una buona qualità della vita.

*Dottoressa Stella Daniele – Psicoteraputa Psicodinamico,
Docente alla scuola di Specializzazione in Psicoterapia Psicodinamica A.R.I.R.I. di Bari