La Sensibilità Chimica Multipla (MCS – Multiple Chemical Sentivity) è una malattia cronica poco conosciuta, causata da esposizioni ambientali ripetute ad agenti chimici, biologici o fisici di varia natura, e caratterizzata da sintomi non specifici ma invalidanti, che possono coinvolgere diversi sistemi organici.

I sintomi, di estrema ampiezza, possono andare da difficoltà respiratorie a cefalea, da irritazioni e dermatiti a nausea e dissenteria, da depressione e attacchi di panico a dolori articolari e vertigini.

La MCS è, in sintesi per l’otorino, un disturbo olfattivo causato da una eccessiva sensibilità ai profumi che può causare sensibilizzazione nel tempo, soprattutto in caso di lavoratori esposti in modo continuo e prolungato a inalanti di particolari categorie chimiche.

L’estrema varietà dei sintomi e delle sostanze che li provocano rende difficile la diagnosi della malattia, ma anche fare delle stime epidemiologiche sulla sua diffusione. La disparità dei dati in merito è elevata. Si pensa tuttavia che in Italia le persone colpite da Sensibilità Chimica Multipla siano circa 1 milione, e che di queste solo l’1,5% abbia ricevuto una diagnosi certa. Sembra inoltre che le donne tra i 30 ei 50 anni abbiano più probabilità di sviluppare la malattia.

Eziologia
I sintomi manifestati dai pazienti possono collegarsi a una situazione contingente e improvvisa, come ad esempio una fuoriuscita di sostanze chimiche, oppure a un’esposizione prolungata a bassi livelli, magari su un luogo di lavoro scarsamente aerato.Tra i moltissimi agenti potenzialmente responsabili vi sono

  • fumo e gas di scarico
  • cosmetici
  • insetticidi
  • cloro
  • tessuti sintetici
  • toner
  • materie plastiche
  • esposizione a fumi di mercurio (tipico negli odontoiatri).
Livelli di esposizione generalmente considerati sicuri per la maggior parte delle persone, possono invece avere effetti nocivi su altre, in base a meccanismi non ancora del tutto chiariti, ma certamente riconducibili a un meccanismo di stress ossidativo-infiammatorio, che determina una sensibilizzazione locale sia a livello cerebrale che periferico.

Nell’MCS potrebbe innescarsi un alterato funzionamento di alcuni recettori della memoria, che porterebbe il paziente a sviluppare una reazione comportamentale associata a disturbi reali, in seguito allo stimolo provocato dal ricordo sgradevole di un determinato profumo.

Test diagnostici e approcci terapeutici
I test olfattivi oggi utilizzati hanno molti limiti, ma di recente si sta affermando una nuova metodica oggettiva basata su un test del respiro effettuato con un software dedicato che valuta la variazione dei VOCs (Volatile Organic Compounds) o COV (Composti Organici Volatili) e di parametri fisiologici quali la frequenza e l’ampiezza degli atti respiratori.I VOCs sono presenti in natura, oppure sintetizzati chimicamente dall’uomo come gli idrocarburi, ma sono presenti anche nell’aria che espiriamo, come prodotto dei processi metabolici, e la loro composizione risulta alterata in presenza di MCS.

Le nuove metodiche permettono in pratica di valutare in modo oggettivo i disturbi olfattivi, grazie alle variazioni dei parametri fisiologici associate a quelle dei VOC, convalidando l’eventuale esistenza di un disturbo da MCS.

Per quanto riguarda la terapia, trattandosi quasi sempre di casi complessi non si può parlare di un unico approccio terapeutico, perché ogni caso va valutato in maniera specifica e quindi modulata una terapia “su misura” che tenga conto del quadro clinico generale del paziente.