Rinosinusite virale

È il raffreddore comune ed è causata da virus, i principali sono: rhinovirus, virus influenzali e para-influenzali.
La mucosa nasale appare edematosa da qui la sensazione di naso chiuso. Le abbondanti secrezioni di muco e l’aumento di permeabilità vascolare portano alla rinorrea (scolo nasale). Il raffreddore comune (rinosinusite acuta virale) prevede la risoluzione della sintomatologia entro 10 giorni.

Rinosinusite batterica

È causata da batteri e, nella maggior parte dei casi, segue un raffreddore comune virale di cui costituisce una complicanza.
I sintomi possono durare fino a 6 settimane, possono comparire otiti e la patologia può evolvere in un forma cronica.
Il sintomo più comune della rinosinusite batterica è la comparsa di uno “scolo di muco giallastro” che si sovrappone ai comuni sintomi del raffreddore. Sono inoltre presenti dolore e senso di pressione al volto, in zone diverse a seconda del seno paranasale interessato, cefalea, febbre, tosse, soprattutto nei bambini e, talvolta, mal di denti.
La diagnosi può essere formulata in base alla anamnesi, all’esame otorinolaringoiatrico completo di endoscopia nasale e alla eventuale esecuzione di esami colturali sul muco nasale atti a evidenziare il germe responsabile e la sensibilità agli antibiotici (antibiogramma). La diagnosi si avvale anche di accertamenti radiografici (es. radiografico convenzionale e TAC), tuttavia va sottolineato l’assoluta inaffidabilità della radiologia convenzionale ampiamente sostituita dalla TC, la quale trova indicazione nelle forme complicate di rinosinusite batterica e nelle rinosinusiti croniche.

Rinosinusite micotica

Sono infezioni determinate da funghi, nella maggior parte Aspergillus, più frequenti in soggetti a rischio (diabetici, immunodepressi) rispetto alla popolazione normale. La sintomatologia è aspecifica e sovrapponibile a quella di una rinosinusite cronica batterica, per questo motivo può rimanere a lungo misconosciuta.
I sintomi prevalenti sono caratterizzati da ostruzione nasale monolaterale, cefalea, dolore facciale e tosse. In base all’estensione ed al comportamento clinico le rinosinusiti micotiche possono essere suddivise in forme non invasive e forme invasive.

Forme non invasive

Fungal ball Anche detto “Micetoma” ed interessa prevalentemente un solo seno, è dovuto all’accumularsi di ife fungine che formano una massa di colorito biancastro all’interno della cavità sinusale senza segni di invasione della mucosa. Le infezioni micotiche sono resistenti alla terapia medica antibiotica e il trattamento risolutivo è quello chirurgico endoscopico.

Rinosinusite allergica fungina Questa rinosinusite è dovuta ad una reazione allergica nei confronti di funghi nella cavità sinusale. I pazienti affetti sono in genere immunocompetenti e presentano una degenerazione polipoide della mucosa nasale e caratteristiche radiologiche specifiche. La sintomatologia all’esordio è subdola, caratterizzata da una progressiva ostruzione nasale con secrezioni dense e viscose di colorito bruno-giallastre, talvolta crostose e raramente è presente dolore. La TC documenta la presenza di poliposi e di secrezioni patologiche associate ad aree focali di elevata densità. In questo caso il trattamento è sia medico, con somministrazione topica di farmaci corticosteroidei e antimicotici, che chirurgico con tecnica endoscopica.

Forme invasive

Rinosinusite fungina necrotizzante acuta È la forma più drammatica di rinosinusite micotica e può portare, se non trattata tempestivamente, rapidamente alla morte. Si presenta nei soggetti immunodepressi o affetti da malattie metaboliche scompensate, è caratterizzata da necrosi ischemica ed emorragica sia ossea che mucosa e da un rapido interessamento orbitario. Il trattamento è sia chirurgico che farmacologico.

Rinosinusite fungina invasiva cronica È causata dalla diffusione dell’infezione fungina dall’etmoide all’apice dell’orbita, è più frequente in pazienti diabetici o in condizioni generali scadute. La TC mostra l’interessamento dei seni paranasali con frequente estensione orbitaria ed endocranica. La RMN è caratterizzata dalla assenza di segnale e può contribuire alla diagnosi differenziale con le forme neoplastiche. Il trattamento è sia chirurgico che farmacologico.