La rinosinusite acuta è generalmente scatenata da un’infezione virale del tratto respiratorio. rinosinusite acuta Fino al 2% degli episodi sono complicati da un’infezione batterica; comunque l’esatta incidenza non è conosciuta poiché è difficile distinguere l’infezione batterica da quella virale in assenza di studi che abbiano utilizzato un esame del materiale dell’aspirato dei seni. Inoltre solo lo 0,5% dei casi del comune raffreddore si complica con una rinosinusite acuta. Ogni anno in Europa l’1-5% degli adulti presenta rinosinusite acuta diagnosticata dal medico di medicina generale. La rinosinusite acuta o subacuta prevede la completa risoluzione dei sintomi entro 12 settimane. Un’ulteriore sottoclassificazione definisce rinosinusite acuta la persistenza dei sintomi inferiore o uguale a 4 settimane e subacuta se i sintomi persistono tra le 4 e 12 settimane. La forma acuta ricorrente è definita da distinti episodi di rinosinusite con intervalli completamente liberi da sintomatologia.

Consigli contro la rinosinusite:

  • Mantenere un’adeguata idratazione (bere da 6 a 10 bicchieri di liquidi al giorno per avere un muco non denso).
  • Aumentare l’umidità in casa.
  • Applicare impacchi caldi sul viso per 5-10 minuti, 3 o più volte al giorno.
  • Alzare la testata del letto.
  • Evitare il fumo di sigaretta e l’aria fredda o secca.
  • Riposare in maniera adeguata.

Quale terapia per la rinosinusite acuta?

Il trattamento iniziale è prevalentemente sintomatico (FANS e antipiretici + terapia topica con sodio ialuronato 9 mg per 15 giorni ed eventuale decongestionante nasale per un massimo di 7 giorni). Nelle forme di rinosinusite acuta non complicate e in pazienti non a rischio il trattamento antibiotico va iniziato se il soggetto presenta sintomi moderati severi (febbre >38° e/o dolore moderato-severo) o se vi sono segni suggestivi di una complicazione grave (eritema o edema periorbitale). Qualora si opti per la terapia antibiotica l’amoxocilllina (500 mg 3 volte/die) rimane ancora l’antibiotico di prima scelta. Per i soggetti allergici ai ß-lattamici l’antibiotico di prima scelta ricade sul trimetoprin/sulfametoxazolo. I cortisonici nasali non modificano sostanzialmente il decorso della malattia.

La terapia antibiotica va riservata ai casi di sicura origine batterica, caratterizzati da febbre persistente per più giorni e secrezioni purulente. Il trattamento antibiotico precoce della fase acuta e con i giusti dosaggi costituisce una delle più efficaci misure di prevenzione delle complicanze.
Il protocollo terapeutico prevede l’impiego di antibiotici efficaci sui germi più comunemente responsabili delle infezioni batteriche naso sinusali e la durata del trattamento, di solito 10-14 giorni, dipende della gravità della patologia.